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Il mifepristone è uno steroide sintetico utilizzato come farmaco per l'aborto chimico nei primi due mesi della gravidanza.

In caso di sanguinamento persistente, anche lieve, dopo la visita di controllo da effettuare dopo 2 o 3 settimane dall'assunzione del mifepristone si verifica l'eventualità di un aborto incompleto o di una gravidanza extra-uterina passata inosservata.

Infezioni: su circa un milione di procedure di interruzione di gravidanza con Mifepristone, in quattro casi in cui era stata somministrata una dose doppia di misoprostolo (800 mg) per via vaginale, non quella abituale orale, sono stati riportati casi di shock tossico fatale causato da endometrite da Clostridium sordellii.

Il rischio di fallimento potrebbe essere associato a polimorfismi del gene che codifica per il recettore degli estrogeni.

Anche la parità della donna (numero di parti o numero di figli, compresi i nati morti) sembra influire sul successo del trattamento abortivo: alle pazienti con parità maggiore è associata una minore efficacia del trattamento abortivo.

Il metodo che prevede le due somministrazioni è efficace tra il 92% e il 99% dei casi a seconda del trial clinico in esame, mentre l'RU-486 da solo ha un'efficacia pari a circa l'80%.

Alcuni studi recenti mostrerebbero un'efficacia superiore nella somministrazione di misoprostolo per via orale rispetto a quella vaginale.

L'eventuale associazione tra infezione e procedura è però controversa, così come l'eventuale opportunità di profilassi di merito.

L'uso di dosi elevate di misoprostolo per una via diversa da quella orale è inoltre una procedura non autorizzata e non diffusa abitualmente.

Il mifepristone blocca l'azione progestinica sui recettori inibendo lo sviluppo embrionale e causando il distacco e l'eliminazione della mucosa uterina, con un processo simile a ciò che accade durante le mestruazioni.

L'azione del mifepristone necessita a volte di essere completata in un secondo tempo, solitamente due giorni dopo la prima somministrazione, con la somministrazione di una prostaglandina (di solito il misoprostol) che provoca delle contrazioni uterine e favorisce l'eliminazione della mucosa e dell'embrione, solitamente entro mezza giornata.

Segue quindi un'ulteriore visita dopo 14-21 giorni per accertare l'avvenuta espulsione dell'embrione.

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